Oggi entriamo in un nuovo anno liturgico che inizia con il tempo di avvento. Adventus in latino significa arrivo o venuta. Quindi l'avvento semplicemente riguarda tre venute di Cristo. Cristo è venuto nella storia, viene oggi e verrà definitivamente alla fine dei tempi. Le letture di oggi corrispondono magnificamente a questo.

La prima lettura parla molto chiaramente della venuta storica di Cristo. Si annuncia il compimento di ciò che è stato profetizzato dalla Genesi (Gen 3:15) fino ai libri dei profeti. Quindi Gesù è visto come il compimento di tutte le istituzioni di Israele - è il tempio definitivo, è l'adempimento delle alleanze, è la legge o l'incarnazione della legge (Torah). Gesù entrò nella storia 2000 anni fa per portare Israele a compimento. E diventando così il fulcro di tutta la storia, è diventato il punto di riferimento per misurare il tempo (Avanti Cristo e Dopo Cristo).  Di per sé parla di una verità molto importante.

La storia non comincia nel 18 secolo in cui il mondo moderno è nato dopo le grandi rivoluzioni politiche e le rivoluzioni scientifiche. Non è questo il fulcro della storia, ma piuttosto il Primo Avvento storico di Cristo che ha fatto la differenza- la sua morte e la sua risurrezione. Questo è il punto fermo attorno al quale ruota tutta la storia dell’umanità. E quindi è molto importante per tutti noi in questa prima domenica di Avvento guardare davvero a quel momento con una profonda attenzione spirituale.

La seconda dimensione dell'avvento è l'avvento di Cristo che sta accadendo ora nella vita della chiesa, nell’eucaristia. Nel libro dell’apocalisse si legge così: “sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3:20). L’autore dell’apocalisse sta dicendo che in ogni messa il Signore viene alla nostra porta e bussa al nostro cuore. Nella seconda lettura san Paolo ci dice come dobbiamo incontrare questo Gesù che viene: “rendete saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù e comportatevi in modo di piacere a Dio.” Dobbiamo incontrarlo nella “santità”. Perciò proprio all’inizio della messa c’è l’atto penitenziale per purificare il nostro cuore. Gesù stesso ci ha detto: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.” (Mt 5:8). Quindi il principio per vedere Dio è la santità.

La terza dimensione dell’avvento è la venuta definitiva di Cristo alla fine dei tempi. Ciò di cui si parla oggi nel vangelo è questo. Anche l’evangelista Luca sottolinea l’importanza della santità. Gesù ci chiede di stare attenti a noi stessi, che i nostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita. Vegliate in ogni momento pregando.

Gesù sta parlando 3 cose: 1) Non indulgiamo in tutti i piaceri della carne, del denaro e del potere. Quindi dobbiamo proteggere i nostri cuori dal cadere in un compiacimento sfrenato nelle cose di questo mondo. 2) Ubriachezze: sappiamo che l'ubriachezza è un peccato grave. È anche molto simbolico di una persona che si è dedicata così tanto ai piaceri di questo mondo da aver perso il controllo della ragione. Questo è uno dei motivi per cui è gravemente peccaminoso. Quindi l'ubriachezza sta volontariamente entrando in uno stato di irrazionalità in cui le nostre azioni possono essere poco dignitose, possiamo essere scorretti verso gli altri e verso noi stessi. 3) non cedere all'ansia: se ricordate la parabola del seminatore Gesù ci racconta del seme che è caduto tra le spine e le spine lo soffocano. Le spine simboleggiano le ansie, le preoccupazioni di questa vita. Ci dice di non permettere alle ansie di questo mondo di prendere il sopravvento, di soffocare il seme del vangelo che è stato piantato nel nostro cuore. Ci sono due cose che possono distoglierci dall'essere preparati per Dio. Uno è il peccato, ma l'altro è un'eccessiva ansia per le cure e le cose di questo mondo; essere troppo concentrati sulle realtà di questo mondo invece di abbandonarci totalmente alla provvidenza di Dio.

Alla fine, Gesù dice “Vegliate in ogni momento pregando”. Abbiamo tanti esempi nella bibbia delle persone che hanno vegliato. Noè ha ascoltato la voce del Signore e ha costruito l'arca e vegliava. Tutti intorno a lui lo deridevano. Ma alla fine lui è l'unico che è stato salvato in quel grande diluvio. La Bibbia ci dà anche gli esempi per chi non veglia. Abramo fa un sacrificio e mentre il sole sta per tramontare, lui è addormentato. Nell’oscurità il Signore gli dice: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in una terra non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.” Invece di ricevere la benedizione riceve la triste notizia. Vedete anche cosa ha detto Gesù ai suoi discepoli nell’orto dei Gethsameni: “Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione”.

Carissimi, una veglia nella nostra vita spirituale è indispensabile.

Re erode, i locandieri, i farisei e gli Scribi non avevano vegliato e non erano preparati per vedere Gesù. Invece Maria e Giuseppe, i pastori, i re magi avevano vegliato, pregando e preparati per vedere Dio. Quindi questo avvento sia un periodo di immensa preparazione per noi. Vegliando e pregando possiamo prepararci per incontrare Gesù che viene oggi e il Gesù che viene nell’ultimo giorno. Vi auguro un buon tempo di avvento.