Oggi ci viene
proposta la bellissima parabola del buon Samaritano, forse la più famosa di
tutte le parabole della Bibbia. Uno sguardo più da vicino alle parabole di Gesù
rivela che esse non sono solo lezioni morali, ma rivelano la vera identità di
Gesù.
La parabola
inizia così: " Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico". Gerusalemme
è la città santa, un segno di divinità, presenza divina e perfezione
spirituale. Anche geograficamente, Gerusalemme è una città a 754 metri sul
livello del mare. Gèrico, invece, è una città a 258 metri sotto il livello del mare;
ma anche è conosciuto come città del peccatto, la città di ogni immoralità. Perfino
sacrificava i propri figli. Oggi non abbiamo nemmeno un singolo peccato che non
esistesse a Gèrico. Se volete vedere l'elenco dei peccatti basta leggere
Levitico capitolo 18. Quindi, il viaggio da Gerusalemme a Gèrico significa la
caduta dell'uomo. È caduto dall'alto dell'amicizia di Dio nelle profondità di Gèrico
a causa del peccato. Si riferisce alla caduta dell'umanità e di ciascuno di
noi.
Poi leggiamo: “cadde
nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e
se ne andarono, lasciandolo mezzo morto”. Cosa c’era da rubare? L'amicizia con
Dio, di cui ci priva il peccato. Guardate cosa è successo ad Adamo, con il
peccato la comunione con Dio è rotta. Quando perde la sua amicizia con Dio,
viene derubato del buon funzionamento delle sue passioni. Viene a sapere che è
nudo. Ecco, quando il peccato ruba l'amicizia di Dio, veniamo privati della veste
della santità e della protezione divina. Adamo sente così la nudità con il
peccato originale.
Di nuovo il
peccato lascia l'uomo mezzo morto, ma se persegue nelle stesse condizioni di
peccato, sarà fatale.
E poi succede le
cose piu interessante. Passano da lì un sacerdote e un levìta senza fare nulla.
Conosciamo il significato morale dietro questo. Cioè quando vediamo qualcuno
che ha bisogno, dobbiamo riconoscere il suo bisogno e intervenire subito
indipendentemente da chi sia o da dove stia andando. Al di là di questo
significato morale, questo sacerdote e questo levìta sono un simbolo. Entrambi
sono associati al sacerdozio. In Israele un sacerdote appartiene alla tribù di
Levi, ma più precisamente appartiene alla famiglia di Aronne. Invece quando
diciamo Leviatano, intendiamo altri levìti che non fanno parte della famiglia
di Aaronne. Il loro compito è quello di aiutare i sacerdoti, i discendenti
della famiglia di Aronne.
Poiché entrambi
sono associati al sacerdozio, sono il simbolo delle religioni di quel tempo. Notate
il loro viaggio, vanno verso la stessa direzione dell'uomo. Anche loro vanno da
Gerusalemme a Gèrico. Quindi il sacerdote e il levìto rappresentano qui le
religioni cadute e non possono salvare l'uomo. È un'espressione di religioni
ipocrite che comandano l'impurità e degradano gli esseri umani, mirano solo ad
alcune pratiche religiose convinti di avere ragione. Non possono salvare
l'uomo. Le religioni che dipendono dalle favole e le leggi scritte da qualcuno,
lontane dalla situazione reale in cui vive l'uomo, comandano di vivere nel
passato.
Poi un samaritano
arriva nel luogo in cui si trova l’uomo mezzo morto, nel mezzo del suo viaggio.
È un incontro molto casuale, perché i samaritani non vanno mai a Gerusalemme, in
quanto molto ostili a Israele. Hanno il loro tempio sul monte Garizim. Quindi i
Samaritani sono i più odiati ed evitati dagli israeliti, perché sono ibridi,
cioè sono israeliti ma non ebrei puri poiché si sposano con i pagani. Quindi
possiamo dire che sono sia ebrei che pagani allo stesso tempo.
Questo buon
samaritano rappresenta Gesù, perché Gesù stesso è un ibrido. È perfetto Dio e perfetto
uomo allo stesso tempo. Inoltre, non aveva bisogno di venire sulla terra, ma è
venuto. Come i Samaritani, Gesù è odiato ed evitato dagli uomini. Ma quando vede
l'uomo che giace mezzo morto, ne ha compassione e lo salva. Il versetto dice: “Ed
egli, commosso, si avvicinò, versò olio e vino, gli fasciò le ferite, versandovi
olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo condusse in una locanda e si
prese cura di lui”.
È molto bello, si
avvicina all’uomo e lo serve. Un Dio che si sforza di salvare anche coloro che
lo rifiutano e lo odiano. Quando i primi arrivati, il sacerdote e il levìto, se
ne sono andati, ma Gesù non mette da parte il peccatore, ma lo ama e lo
soccorre. Il nostro Dio è colui che assiste i peccatori, ciascuno di noi. come
ci aiuta? Con olio e vino.
Olio e vino, che
gli sono dati per la sua guarigione, simboleggiano i sacramenti e indicano la
vita sacramentale della Chiesa stessa. L'olio è usato al battesimo, alla
cresima, all'ordinazione dei sacerdoti e all'unzione degli infermi. Ora il vino
è simbolo dell’eucaristia. Il vino si trasfigura e diventa il sangue di Cristo,
cioè Gesù Cristo, che viene a noi ferito dal peccato e umiliato, e riversa la
sua vita nelle nostre ferite e ci guarisce. Quindi quando riceviamo i
sacramenti, veniamo effettivamente guariti.
Poi porta l'uomo
alla locanda. La vera locanda è la Chiesa, dove ci si prende cura dell'umanità
caduta nel peccato. Il giorno dopo consegna all'oste due denari e dice: “Abbi
cura di quest'uomo. Se costa qualcosa di più, te lo darò quando torno”.
Ecco, siamo
redenti nella morte di Cristo. Perciò l'apostolo Paolo dice: “Siete stati
comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini” (1 Corinzi 7:23). E
poi dice: “se costa qualcosa di più, lo pagherò al mio ritorno”. Quel ritorno è
la Sua seconda venuta.
Come si rivela
meravigliosamente Cristo in questa parabola!
Quindi la
risposta di Gesù alla domanda su cosa si deve fare per ereditare la vita eterna
è che dobbiamo diventare come Cristo. Percio Cristo dice alla fine della
parabola: “Va’ e anche tu fa’ così” per ereditare la vita eterna. Il
significato è rendere possibile la vita sacramentale per i nostri fratelli e
sorelle.
Carissimi, quando
meditiamo su questa parabola, ci vengono in mente due cose. Prima di tutto,
vediamo noi stessi nell'uomo mezzo morto. Quindi la prima cosa che dobbiamo
ottenere attraverso la vita sacramentale che Gesù ci offre è la nostra
guarigione. In secondo luogo, come membri della Chiesa, siamo anche
albergatori. Allora guardiamoci intorno e facciamo il possibile per dare la
vita a chi è mezzo morto perché si dice che quanto speso ci sarà reso quando
Lui tornerà. Allora perché dovremmo esitare a spendere la Sua ricchezza?
Sia lodato Gesù
Cristo!


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