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Grazie di coure...!

 

Ogni addio è un’esperienza di morte!

Forse questa immagine ci aiuta anche a capire meglio la nostra fede dopo la morte. Come io ritorno alla mia casa, nella morte ritorniamo alla casa del Nostro Padre, come mi comunicherete d’ora in poi con i mezzi di comunicazione dopo la morte il mezzo di comunicazione è la preghiera.  

Voi avete tanto pregato e voluto che io rimanessi con voi. Come sempre la vera patria vince in questo tipo di battaglia così anche con me la casa di mio padre vince la battaglia e ora è giunta l’ora di lasciarvi e andare alla casa di mio padre dove c’è una felicita immensa. L’unica differenza è che nella morte non avremo tempo per ringraziare nessuno ma nella partenza c’è il tempo del ringraziamento. Mi prendo questo momento per ringraziarvi in modo che voi sappiate che sono vivo.

Tre anni del mio ministero si concludono qui oggi. Fino a quando non scrivevo questa lettera di ringraziamento, era facile per me dire che me ne vado. Ma come dice Khalil Gibran: “l’amore non conosce la sua propria profondità finché non arriva l’ora della separazione.”

Torno a casa con il cuore pieno di gratitudine per l'amore che mi avete dato. Dico come dice il salmista: “Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore” (Ps 116:3).

Prima di tutto, permettetemi di ringraziare Dio Onnipotente che ha generosamente fatto di me, indegno servitore, partecipe del Suo eterno sacerdozio e ministro del Suo popolo. È il Suo più grande dono del sacerdozio che mi ha unito a voi! Riconosco e testimonio che il sacerdozio è il dono più grande che un uomo possa mai avere nella sua vita. Una chiamata ad essere una persona tra Dio e l'uomo, ad accompagnare le persone dalla nascita alla morte, ad assisterle nella loro vita sia pubblica che privata, aiutarle sia spiritualmente che fisicamente. Pertanto, il sacerdozio supera qualsiasi altra professione al mondo. E torno a casa con la lieta notizia che alcuni ragazzi tra voi hanno il desiderio di abbracciare il sacerdozio di Cristo. Preghiamo perché si realizzi il desiderio che hanno nel loro cuore.

Vorrei ringraziare anche due vescovi, Msgr Vincent che mi ha ordinato e Msgr Livio che mi ha accolto alla diocesi di Forli.

Subito dopo la mia ordinazione sono venuto qui. Ho imparato tante cose da voi soprattutto da don Roberto, il cui zelo pastorale è eccezionale come tutti sappiamo. Lo ringrazio per la sua bella testimonianza di ministero sacerdotale. Mi ha corretto, mi ha guidato, mi ha protetto, mi ha ascoltato, si è fidato di me, mi ha capito, mi ha dato una grande libertà che è essenziale per ogni sacerdote per svolgere il suo ministero senza alcun timore. Dal profondo del mio cuore lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per me. Grazie don Roberto!

Grazie a tutti i sacerdoti di questa diocesi e altri sacerdoti: d. Edidiong, d. Pietro d. Antonio, d. Clarence e tanti altri sacerdoti che hanno vissuto con me e hanno condiviso la fraternità sacerdotale.

Voi parrocchiani di Regina Pacis e Santa Caterina e anche dalle altre parrocchie vicine, non so come posso ringraziarvi! Quando guardo indietro non vedo le cose straordinarie che ho fatto per voi ma il fatto che voi mi avete voluto bene. Grazie per la vostra pazienza con me. La vostra magnanimità rimarrà sempre nel mio cuore. La vostra chiamata “don anu”, risuonerà nel mio orecchio fino alla mia morte. Non so cosa fare e cosa dire difronte al vostro amore per me. Sono certo che vado via con tanti debiti d’amore.

Il giorno della mia ordinazione, mentre facevo ringraziamenti simile a questo, ho detto ai miei genitori: “So che non significherebbe niente se vi ringraziassi con parole umane. Sono quello che sono grazie a voi. Mi avete tanto amato e mi avete fatto crescere. Nella vostra povertà mi è stato chiesto di ottenere un lavoro nel settore pubblico. Ma Dio mi ha chiamato a qualcos'altro. E voi non mi avete impedito la mia decisione. So che il vostro cuore gioisce quando mi vedete oggi all'altare come sacerdote. Ricordo ancora le notti in cui restavate alzati fino a tardi e le mattine presto dovevate svegliarvi per me. Avete aspettato con gli occhi attenti ad ogni mio passo. Sapendo che nessun altro in questo mondo mi amerà come voi mi avete amato, non posso esprimervi la mia gratitudine, papà e mamma, in semplici parole. Se posso amare il popolo di Dio con lo stesso fervore con cui mi avete amato voi, lascio che la gratitudine nei loro cuori sia il mio ringraziamento a mamma e papà. Quindi porto con me tutti i vostri affetti dalla Regina Pacis come ringraziamento a papà e mamma.

Vorrei anche ringraziare alcune persone che hanno condiviso un ruolo particolare in questi ultimi tre anni. Grazie al nostro accolito Giorgio e a sua moglie Giuliana che mi hanno considerato come uno dei loro figli ed erano attenti ad ogni mia necessità. Grazie a Cristina che ha continuato il suo amore per i sacerdoti: “ti ringrazio per gli incoraggiamenti, per la prontezza, per lo zelo pastorale e la fiducia in me e non mi sbaglio se ti chiamo come viceparroco”. “Grazie a voi Giulia, Luciana, Dina, Salvina, Linda e Diana che avete cucinato con grande pazienza”.

Grande grazie a Franca e qualche volta anche Giorgia che correggeva e rendeva comprensibili per gli altri le mie omelie.

Grazie anche a Edy e a suo fratello per la loro disponibilità e amicizia.

In questo momento vorrei ricordare anche Ciro che non è più con noi, e sua moglie Pina. Loro mi hanno voluto tanto bene. Il vostro amore rimarrà sempre nel mio cuore.

Se continuo così nel mio elenco dei ringraziamenti, non sarà sufficiente neanche tutta la mia vita per finirlo. Quindi vorrei fermarmi qua.

Io prego e vi auguro ogni benedizione nel Cielo. e voi pregate per me!

Grazie di cuore ancora….

Un abbraccio a tutti!    

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1 Comments

  1. Grazie a Dio che ti ha messo sui nostri cammini anche se per poco tempo...infondo nn è la quantità ma la qualità che conta...grazie x tutto

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