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“Sale della Terra e Luce del Mondo”

È l'ultima volta che salgo su questo ambone per proclamarvi la parola di Dio. Perciò vorrei rivolgermi a voi per la prima e l’ultima volta secondo il vostro affetto per me.

Cari nonni, papà e mamme, fratelli e sorelle, amici di Regina Pacis…

Questa sarebbe la sintesi della mia permanenza qui a Forlì, perché mi avete accolto come parte di questa grande famiglia negli ultimi tre anni, sebbene gran parte dei quali adombrati dal buio del Covid-19 che è scoppiato subito dopo il mio arrivo. Voi mi ricorderete come un sacerdote del tempo di pandemia. Abbiamo vissuto insieme i giorni bui di questo tempo, ma personalmente mi hanno aiutato ad accrescere la mia fede. Penso che Dio abbia voluto il mio servizio durante il periodo di Covid e ora che siamo liberi dalla pandemia devo lasciare il posto agli altri.

Quando ho saputo che il 5 dovevo celebrare la Messa conclusiva, la prima cosa che ho fatto è stata dare un’occhiata alle letture di questa domenica. La seconda lettura mi ha fatto sentire come se parlasse di me, proprio come una conclusione che il Signore ha fatto per me. Subito ho confermato la volontà del Signore mi chiede di celebrare l’ultima messa il 5. Ve lo ripeto ancora:

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza.” Non avete bisogno di un’altra spiegazione. La mia padronanza della lingua italiana ancora non è sufficiente. “Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.” Ho cercato sempre di svelare a voi l’amore del Signore per noi. Quell'amore si manifesta pienamente nella croce, nella santa eucaristia, perciò in molte delle mie omelie ho sottolineato l'importanza dell’Eucaristia e della Santa Messa. “Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.” Quindi sono convinto che Dio abbia scelto me, che non sono eloquente ed eccellente in modo che la sua potenza possa essere manifestata attraverso di me. Quindi la prima cosa che vorrei dirvi è che se avete ricevuto qualcosa di buono da me non rivela la mia capacità umana o la mia eccellenza intellettuale, ma la potenza di Dio e il Suo amore eterno per ciascuno di voi.

E poi quando sono passato al vangelo mi ha presentato due immagini: immagini di sale e di luce. Mi sembrava come un’immagine conclusiva che mi sta invitando a valutare il mio servizio sacerdotale: quanto ho potuto diventare sale e luce per voi.

Sebbene ogni cristiano sia chiamato ad essere sale e luce della terra, un sacerdote deve essere più sale e più luce di chiunque altro nella comunità. In quel senso non so quanto ho potuto diventare sale per voi e darvi il sapore, e darvi la luce. Lascio a Dio giusto e misericordioso il compito di giudicarmi con tanta misericordia.

Voi siete il “sale” e la “luce” della terra, sono due immagini molto profonde e ricche. Avete mai pensato perché Gesù ha usato queste immagini? Io sì. Poteva prendere l’immagine di zucchero e luce, no? Ma entrambe queste immagini “sale” e “luce” sono legate al tempio. Molte volte perdiamo il vero significato di sale e luce prendendo solo quello primario. Ma quando lo consideriamo come immagini del tempio, il suo significato è molto profondo.

Il sale nel tempio è usato nei sacrifici. Nel libro del levitico leggiamo: “Dovrai salare ogni tua offerta di oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell'alleanza del tuo Dio; sopra ogni tua offerta porrai del sale” (Lv 2:13).

Quando Gesù si riferisce ai suoi discepoli come al sale della terra, non sta parlando solo del sale quotidiano che viene usato per dare sapore a un pasto, ma come il sale dei sacrifici dell'alleanza che sarebbero stati offerti a Dio nel tempio. Questo ha molto senso, perché la vocazione cristiana non è solo quella di offrire un sacrificio a Dio, ma di diventare un'offerta sacrificale al Signore per la salvezza del mondo in unione con Cristo, che ha offerto se stesso come l'ultimo sacrificio sulla croce e poi l'estremo sacrificio nella vera offerta del pane dell'Eucaristia. Per questo San Paolo esorta i cristiani ad offrire i loro corpi come sacrificio vivente al Signore. (Rm 12:1)

Ogni mamma e papà, quando lasciano le loro comodità per far crescere i propri figli e perfino quando accettano tanti figli dove la società secolare sta contro la vita, diventano un sacrificio vivo. I figli, in risposta, quando sacrificano la loro comodità per i propri genitori nella loro vecchiaia, diventano sacrifici vivi. Così anche marito e moglie non cercano il proprio interesse ma quello dell’altro e diventano il sacrificio vivo. I giovani che praticano la fede escono dalle proprie comodità dei videogiochi e tante altre cose diventano sale della terra. Così nella vita quotidiana abbiamo tanti momenti per essere sacrifici vivi al mondo. 

Infine, permettetemi di richiamare la vostra attenzione sulla domanda su Gesù. “Se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?” Questa è la vera svolta in questo brano. Perché il sale non perde mai la sua sapidità. Ciò significa che se non siamo sacrifici viventi non siamo i suoi discepoli. Se la nostra presenza, le nostre parole e le nostre azioni non aggiungono nessun sapore alle persone che vivono intorno a noi, non siamo buoni a nulla.

La seconda immagine della "Luce" era anche associata al Tempio, poiché sulla base di profezie come Zaccaria 14:7–8, gli ebrei credevano che alla fine dei tempi il Tempio sarebbe stato la fonte di luce continua per il popolo di Israele. Questa credenza veniva messa in atto ogni anno alla grande festa del Tempio, la Festa dei Tabernacoli, durante la quale i cortili del Tempio erano illuminati ventiquattro ore al giorno da enormi menorah. La tradizione ebraica descrive "nessuna ombra a Gerusalemme" durante queste antiche celebrazioni. Fu durante o subito dopo questa Festa dei Tabernacoli (Gv 7:2) che Gesù insegnò ai suoi discepoli: “Io sono la luce del mondo” (Gv 8:12). Quindi “voi siete luce del mondo” suggerisce che il corpo dei discepoli di Gesù debba diventare un Tempio vivente, sostituendo il tempio di pietra dell'Antica Alleanza.

Quindi “voi siete sale e luce del mondo” significa che dobbiamo dare sapore e gioia al mondo diventando niente per noi stessi attraverso la nostra carità ed opere di misericordia corporale. Questa logica non è comprensibile per il mondo, ma se guardiamo, dopotutto, il "periodo più bello dell'anno", anche per la società secolare, è un tempo liturgico del Natale e della Pasqua preso in prestito dalla Chiesa cattolica. La società secolare non ha davvero nulla di cui gioire; è indubbio che il concetto di "gioia" abbia un significato anche in una visione atea del mondo. Si può essere felici senza Dio, forse, almeno temporaneamente, e forse sotto l'influenza di qualche droga o altro stimolo; ma per essere gioiosi bisogna avere una relazione con Dio. Così la Chiesa diventa (o dovrebbe essere) fonte di gioia per la società in generale.

Ringrazio Dio per avermi portato qui a Forlì ad essere il Suo umile servitore e mi ha reso testimone di tanti sacrifici vivi che danno grande gioia al mondo. Chiedo la grazia di Dio per me e per ciascuno di voi di essere un sacrificio vivente sempre gradito a Dio.

Sia lodato Gesù Cristo!

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