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La vista che cambia la vita


Il Vangelo di oggi è molto ricco. Ogni parola del Vangelo contiene segreti spirituali profondi.

Innanzitutto, iniziamo con la città di Gerico, dove si svolge il fatto. Non appena sentiamo il nome Gerico, ci vengono in mente le mura della città di Gerico, che costituivano l'ostacolo per gli Israeliti per entrare nella terra promessa. E sappiamo come la conquistano, attraverso l'atto della preghiera e della processione liturgica.

Quindi Gerico significa la città del peccato. Una città che ostacola lo scopo di Dio. Quindi, potremmo dire che Gerico rappresenta la cultura che avvelena la mente e il cuore, che produce cecità spirituale. L'incapacità di vedere la verità più profonda delle cose. Quindi il modernismo è una specie di cecità. Gli occhi vedono il mondo in tutte le diverse dimensioni. Ma a volte non vedono la profondità, cioè la dimensione di Dio. Perciò, è una sorta di cecità spirituale prodotta da una cultura. Quindi il cieco Bartimeo seduto vicino alle mura di Gerico in un certo senso rappresenta l’attualità. È un simbolo di ognuno di noi. Sprofondati in una cecità causata dal mondo e dalla cultura che abitiamo.

Ora la grande virtù di Bartimeo è quella di mendicare. Sentendo che Gesù sta passando si mette a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! Bartimeo sa di essere cieco e inoltre sa che non c'è niente che possa fare per risolvere il suo problema. Questa è la cosa importante nella vita spirituale: riconoscere la nostra impotenza di fronte al peccato. Questo è ciò che facciamo all'inizio di ogni santa messa. Come Bartimeo diciamo abbi pietà di me. Le parole usate nel testo originale sono Kyrie Eleison. Sono parole greche. Questa è la stessa parola che riprendiamo ora nella liturgia, indipendentemente dalle lingue. Come mai? Perché usando la stessa parola che usava Bartimeo torniamo indietro nel tempo a 2000 anni fa e imitiamo Bartimeo in tutto e per tutto, con lo stesso spirito con lo stesso linguaggio supplichiamo.

È interessante notare come lui supplica: Figlio di Davide, abbi pietà di me. La parola Figlio di Davide sta per Messia. Quindi in realtà sta professando che Gesù è il Messia. La profondità della fede di quest'uomo ci stupisce. Perché l'uomo che non aveva mai visto Gesù ma solo ne aveva sentito parlare ha creduto in Lui. Quindi quest'uomo ci mette davvero in imbarazzo. Perché abbiamo occhi e orecchie, e migliaia di testimonianze di cristiani e di due mila anni di esistenza della Chiesa, ma ancora certe volteci manca la fede. Quindi ricordiamo quello che san paolo ha detto: “la fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo.” (Rom 10:17)

Quindi annunciare Cristo diventa anche nostro dovere. Sapete non sono gli apostoli a portare il cristianesimo in Italia, a Roma. No. Ma una signora, di nome Priscilla che ha diffuso la fede pur non andando in giro per mondo a predicare, ma si presume che abbia parlato di Cristo attraverso il linguaggio ordinario nella vita di tutti i giorni. Quindi, questa domenica dedicata alle missioni, ci ricorda il compito comune di parlare di Cristo nella vita ordinaria.

Consideriamo ora cosa accadde quando Bartimeo confessò la sua fede. La folla lo rimproverò, dicendogli di stare zitto. Ecco, quando ci rivolgiamo a Cristo, c’è sempre una parte di folla che si ribella contro di noi. Specialmente in questa nostra epoca iper-modernizzata, quando ci rivolgiamo a Cristo, non dobbiamo pensare che la maggior parte delle persone ci sosterrà o ci apprezzerà.

La cosa più sorprendente è che la stessa folla chiama quando Gesù dice di chiamarlo. Una società ipocrita che sta con Cristo ma non lascia avvicinare a Lui nessuno. In effetti questa folla dovrebbe spaventarci. Quindi ognuno deve esaminarsi e capire a quale parte di folla appartiene.

Sopra ogni sorta di ipocrisia, Bartimeo continuava a gridare. Ecco la seconda virtù di Bartimeo è la sua perseveranza. La perseveranza nella preghiera è qualcosa che la Bibbia ripete molte volte. Sant'Agostino dice che se Dio rispondesse immediatamente a tutte le nostre preghiere non saremmo pronti a ricevere. Il cuore deve espandersi per ricevere ciò che Dio vuole dare. Quell'espansione richiede tempo. Quindi Bartimeo aspetta.

E ora Gesù lo chiama a sé. La parola “chiamare” in greco è kaleō, da cui deriva “ecclesia” significa “chiamare fuori”. La Chiesa, quindi è una comunità di persone che sono state chiamate da Gesù dalle vie di questo mondo. Quindi ogni Messa è una ripetizione di questo vangelo. Ognuno di noi sta al posto di Bartolomeo. Il nostro status sociale o le nostre debolezze non sono la norma. Al contrario, ciò che occorre è la fede in Gesù che è venuto per salvarci e il coraggio di esprimerla. Quindi essere in chiesa e andare a messa significa non rifiutare la chiamata di Gesù che ti salva.

Nota anche la risposta di Bartimeo alla chiamata di Gesù. Si dice che balzò in piedi e andò da Gesù. Leggiamo che il bambino nel grembo di Elisabetta sussultò di gioia. Sì, questi sono passi da gigante che si verificano solo quando sono pieni di Spirito. Se non c'è gioia nel sentirsi dire di venire alla santa messa, allora questo vangelo deve essere ascoltato più volte.

Allora Gesù glielo chiese. Cosa vuoi che faccia per te? Non è che Gesù non conoscesse il suo bisogno. Ma chiede per capire il suo atteggiamento. Abbiamo visto una domanda simile la settimana scorsa. Quando è stata rivolta la stessa domanda ai discepoli Giacomo e Giovanni, che erano stati con Cristo per 3 anni, hanno chiesto a Gesù di sedersi a sinistra e a destra quando lui verrà nella gloria – cioè autorità e onore. Ma Bartimeo che incontra Gesù per la prima volta, gli chiede misericordia e guarigione.

La guarigione non è solo per la sua cecità, ma anche per le ferite inferte al cuore, le degradazioni e le offese che ha ricevuto da cieco. Quindi chiede una nuova vita. È un mendicante. Poteva chiedere se volesse ricchezza e una vita comoda per il futuro. Ma ha chiesto solo la grazia di Dio che trasforma la vita. Questa è una lezione per noi. Spesso quando noi preghiamo, preghiamo solo per cambiamenti temporanei piuttosto che per la grazia che cambia la nostra intera vita. Quindi imitiamolo e preghiamo per la luce della fede che solo noi possiamo vedere con gli angeli al di là delle ricchezze, dei beni terreni e degli onori. Ecco per la visione della fede. Questa è la luce della fede.

Nell'enciclica “Lumen fidei” La Luce della Fede di cui metà è scritta da Papa Benedetto XVI e completata da Papa Francesco, si legge:

“È urgente perciò recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo. Perché una luce sia così potente, non può procedere da noi stessi, deve venire da Dio. La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita. Trasformati da questo amore riceviamo occhi nuovi, sperimentiamo che in esso c’è una grande promessa di pienezza e si apre a noi lo sguardo del futuro.” (Lumen Fidei n.4)

Carissimi, penso che tutti possiamo vederci nel cieco Bartimeo. Siamo come mendicanti ciechi. Siamo ciechi alla luce della fede e spesso siamo affamati della verità del Vangelo e quindi, come il cieco Bartimeo, abbiamo bisogno di chiedere al Signore la luce della fede, per dare il dono della fede non solo a noi stessi, ma alle nostre famiglie, e a coloro che amiamo, a tutti coloro che nel mondo camminano ancora nelle tenebre, non sapendo chi è Gesù, il Figlio di Davide, che è venuto nel mondo per avere pietà di noi. 


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