Quando a Gesù viene chiesto quale sia il comandamento più grande egli risponde: “Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Questo è il testo più famoso dell'Antico Testamento, chiamato “Shema Israele”, “Ascolta Israele”, una preghiera che ogni israelita recitava tre volte al giorno. (Deuteronomio 6:2-6). Questo è ciò che abbiamo come prima lettura di oggi.
“Ascolta,
Israele..."
"Ascolta"
quando qualcuno ascolta significa che qualcun altro parla. Quindi “Ascoltare” è
importante. In questa epoca moderna, difficile e complicata, noi ascoltiamo
davvero la voce di Dio che ci parla? O siamo troppo impegnati a difendere la
nostra libertà e ad esigere il rispetto dei nostri diritti personali? Certo,
anche questo importante, ma la voce di dio è la nostra consolazione e la nostra
unica salvezza. Nell’Eden Adamo non ha ascoltato la voce di Dio ma quella di
Satana che sempre promette il bene materiali: “se farai ciò che dico avrai, otterrai,
diventerai...” Diversamente da Adamo Abramo invece ha ascoltato Dio ed è quindi
diventato il fondatore del popolo santo d’Israele.
La
parola "Israele" significa colui che ha lottato con Dio. Giacobbe, il
secondo figlio di Isacco, ha ingannato il fratello maggiore Esaù e viveva
lontano da lui. In seguito, Giacobbe pensò di riconciliarsi col fratello.
Mentre tornava per incontrarlo, sulla strada, nella notte Giacobbe ha avuto un
incontro con Dio nascosto sotto forma di uomo. Giacobbe lottò con lui fino all’aurora.
Al mattino, quando Dio stava per lasciarlo, Giacobbe non voleva a lasciarlo andare
prima di aver ricevuto la sua benedizione. Quindi Dio lo benedisse e cambiò il
suo nome da Giacobbe a Israele, che significa che ha lottato con Dio. (Gen 32:22-29)
La parola "lotta" possiamo intenderla come simbolo di preghiera. La preghiera è davvero una lotta
con Dio. Non dovremmo lasciare che Dio se ne vada a meno che non ci benedica.
Quindi “ascolta Israele” può anche essere inteso come – “ascolta, popolo che
lotti con Dio”, o “ascoltate persone che pregate”.
"Il signore nostro Dio è uno solo." Non c'è dubbio su questo. Lo proclamiamo nel credo. Lo manifestiamo attraverso le nostre azioni. Soprattutto quando diamo l'elemosina o qualsiasi donazione alla chiesa, diciamo indirettamente che il denaro non è il nostro Dio. Così anche quando dedichiamo il nostro tempo a Dio leggendo la Bibbia, recitando le preghiere o aiutando il prossimo, trovando il tempo per andare alla messa domenicale diciamo che nemmeno il tempo è il nostro Dio.
Poi dice: “amerai
il tuo dio con tutto il tuo cuore”. Il cuore è la sede della volontà umana e
delle emozioni umane. Quindi “amare Dio con tutto il nostro cuore" è amarlo con
tutta la nostra volontà. Poi "ama Dio con tutta la tua anima". L'anima è il
principio unificante e animatore del nostro corpo, è la componente spirituale, per
così dire, che ci tiene insieme e ci anima e ci dà vita. L'anima è tutto il
nostro essere. Quindi dobbiamo amare Dio pienamente. Poi “con tutte le tue forze”
che significa che amare Dio richiede il nostro sforzo, richiede la nostra
partecipazione, quindi non è passivo. In realtà dobbiamo fare qualcosa;
dobbiamo impegnarci per amare Dio. Poi Gesù aggiunge una cosa che non era inclusa
nell'Antico Testamento, cioè "amare il Dio con tutta la tua mente". La mente è la
sede di tutti i pensieri. Ciò significa che dobbiamo amare Dio anche nei nostri
pensieri. Chi ama una persona penserà a lei sempre. Quindi, se amiamo Dio,
penseremo a Dio tutto il tempo. Questo è vero e anche importante.
Poi aggiunge un
secondo comandamento. "Amare il prossimo tuo come te
stesso". A volte potremmo cadere nell'erronea supposizione di pensare che questo
sia qualcosa di nuovo. Ma ancora una volta, Gesù sta solo citando dalla Bibbia,
l'Antico Testamento (dal libro del Levitico.)
Quindi Il “grande
comandamento della Legge” è in realtà triplice: ci è comandato (1) di amare
Dio, (2) di amare il prossimo e (3) di amare noi stessi. Dobbiamo amare Dio,
perché è amandolo che siamo portati alla perfezione della sua immagine in noi.
Dobbiamo amare il nostro prossimo e anche noi stessi perché entrambi portiamo
l'immagine di Dio, e onorare l'immagine di Dio è onorare Colui che l'ha creata.
Dio ci dà il prossimo da amare affinché possiamo imparare ad amarlo.
Perché Dio ci
chiede amore? Perché Dio è amore. Non è che Dio è come l'amore, ma Dio è l’Amore.
In Dio ci sono padre figlio e lo Spirito Santo. Si amano. E Dio ci ha creati a
sua immagine e somiglianza. Ciò significa che dobbiamo essere innamorati come
Dio. Nella trinità non c'è solo l'amore verso il padre o viceversa. Ma tutte e
tre le persone nella trinità si amano. Quindi abbiamo bisogno di amare non solo
Dio padre, ma anche i suoi figli, i nostri vicini.
Quindi
riconciliamoci con i nostri fratelli affinché le nostre lotte, le nostre
preghiere siano fruttuose. Ascoltiamo dunque la sua voce, per ottenere ciò che
Dio promette. Lui promette nel salmo: “Se il mio popolo mi ascoltasse! Se
Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i
suoi avversari volgerei la mia mano; quelli che odiano il Signore gli sarebbero
sottomessi e la loro sorte sarebbe segnata per sempre.” (Ps 81:14-16) I veri nemici
sono dentro di noi. Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria e Superbia.
Per questo ascoltiamoLo e vinciamo con amore i nostri avversari che stanno
dentro di noi.

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