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La parola di Dio

 

Sia la prima lettura, sia il Vangelo di oggi, descrivono la lettura pubblica della Sacra Scrittura che sfida gli ascoltatori a fare un “nuovo inizio” con una nuova prospettiva. Mentre commemoriamo oggi la domenica della Parola di Dio, entrambe le letture ce ne insegnano l'importanza.

Nella prima lettura vediamo Esdra, il grande sacerdote e studioso della scrittura, che legge ad alta voce la legge di Mosè al popolo d'Israele dopo il loro ritorno dall'esilio babilonese. Il contesto è questo. Dopo aver sconfitto Babilonia, il re Ciro di Persia decretò che gli ebrei esiliati, che avevano trascorso sette decenni di esilio a Babilonia, potessero tornare a casa a Gerusalemme. Gli ebrei che tornarono ricostruirono il loro tempio in rovina (Esdra 6:15-17), e terminarono di ricostruire le mura della città sotto Esdra e Neemia (Neh 6:15) a cui il Signore aveva affidato una missione importante. Dovevano insegnare le Scritture e ispirare le persone agli alti ideali del giudaismo. Come vediamo nella lettura di oggi, Esdra guida il popolo in una cerimonia di "Rinnovo dell'Alleanza". In questa cerimonia Esdra interpreta la Legge per i Giudei radunati davanti alla Porta delle Acque, dalle prime ore del mattino fino a mezzogiorno del primo giorno dell'anno giudaico (Ne 8,8). La Torah, così, diventa Parola viva di potenza, grazia e perdono per questi esiliati. Evoca da loro una risposta drammatica. Sono giunti a rendersi conto dei molti modi in cui non sono riusciti a osservare i comandamenti di Dio nelle loro vite. Quindi, con lacrime di pentimento negli occhi e gioia nel cuore, la gente risponde con un grande “Amen!” Israele, come diciamo nel Salmo di oggi, si stava ridedicando a Dio e alla Sua Legge. Alla fine Neemia chiede loro: “Andate, mangiate il grasso e bevete vino dolce e mandate porzioni a colui per il quale nulla è preparato; poiché questo giorno è santo a nostro Signore; e non ti rattristare, perché la gioia del Signore è la tua forza.” La parola di Dio termina così: “tutto il popolo andava a mangiare e bere, a mandare porzioni e a fare grande esultanza, perché aveva compreso le parole che erano state loro dichiarate”.

Qui troviamo la forma primordiale della Santa Messa: Si alzarono in piedi, si ascoltarono, si rispondano “Amen”, si alzarono le mani, si inginocchiarono, si mangiarono insieme. Cosa facciamo durante la Messa? In primo luogo, ascoltiamo la parola di Dio e meditiamo. È una parte importante. È il momento in cui la potenza della Parola di Dio opera nel cuore dei fedeli. “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.” (Eb 4:12). Quindi, se chiudiamo le nostre porte alla parola di Dio, non avvieremo nessun cambiamento nelle nostre vite. Ricordiamo ciò che dice il libro dell’apocalisse: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.” (Ap 3:20). Cioè, se non apriamo la porta, mangeremo da soli a tavola. Perciò chi viene dopo il vangelo non riceve l’eucaristia. Ecco perché tante volte torniamo a casa senza alcun cambiamento, senza alcuna benedizione.

Ricordiamo ciò che il Signore dice nel libro d'Esodo: “in ogni luogo dove io vorrò far ricordare il mio nome, verrò a te e ti benedirò.” (Es 20,24). La parola di Dio è il modo più semplice per far ricordare il Suo nome. Ecco perché ci viene chiesto di leggere la Bibbia nelle famiglie affinché le famiglie possano ricevere la benedizione.

Ora ricordo mio padre che comprò una Bibbia a ciascun fratello (siamo 3) e ci chiese di leggerle per intero. Devo testimoniare che ho finito di leggerla quando avevo 15 anni. Le mie sorelle l'hanno finita quando avevano 13 e 12 anni. Sinceramente ammetto che, anche se ho finito di leggerla, non ho capito tanto. Ma ora capisco meglio. Non è importante che tu capisca tutto, ma la tua vita cambierà. Questo è il tipo di potere che ha la parola di Dio. Penso che mio papa fosse convinto di quello che dice San paolo a Timoteo: “Conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”. (2 Tim 3:15-17)

Nella creazione leggiamo: “La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu” (Gen1:1). Lo “spirito di Dio” e la “parola di Dio” sono le due cose che danno forma e ordine all'intero universo. È la stessa parola e lo stesso spirito che dà forma e ordine anche alla nostra vita. Se sentiamo che la nostra vita familiare e personale è vuota e disordinata, la soluzione è la sacra scrittura. Diamo dunque spazio alla parola di Dio affinché per mettere ordine e forma nella nostra vita.

C'era un ragazzo povero che riceveva ogni lunedì una lunga lettera dalla sua amica che aveva studiato con lui e poi lavorava all'estero. Sebbene lui conoscesse e amasse questa ragazza bella, ricchissima, studiosa e intelligente, lui non trovava il tempo di leggere le sue intere lettere che raccontavano tutte le storie dei suoi familiari. Nella sua vecchiaia una volta, mentre stava sfogliando vecchi fascicoli, si accorse di queste lettere e iniziò a leggere. Fu stupito nel leggere le lettere e realizzò il suo amore e le sue proposte. Viveva con il dolore di non aver letto allora quelle lettere e non aver quindi capito quell’amore.

Siamo come quest'uomo che non trova mai il tempo per leggere le lettere del nostro Padre celeste che racconta la storia Sua e della Sua famiglia. Non possiamo conoscere il Suo amore e le Sue promesse se non leggiamo le Sue lettere.

Scrive sant'Agostino: “Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità. Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai effuso il tuo profumo; l'ho aspirato e ora anelo a te. Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace.” (S. Agostino, Confessioni 10.27.38)

Carissimi, oggi prendiamo la ferma decisione di leggere regolarmente la Bibbia, la parola di Dio che è il fondamento della nostra vita Cristiana ogni giorno. Così lasciamo che i nostri cuori siano pieni del suo amore, pace, gioia e felicità.


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